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Facebook, un elisir per la memoria degli anziani

Vol IV n.31

Uno studio condotto in due residenze sanitarie assistite, in provincia di Cremona e di Brescia, ha dimostrato che collegarsi quotidianamente a Facebook per un’ora ha un effetto benefico sulla memoria, conservandola attiva perchè stimolata e migliora l’umore. È questo l’effetto che il popolare social network ha fra gli over 65. Sono infatti oltre un milione e mezzo gli anziani con un profilo Facebook, e a questi si aggiungono un altro milione di utenti anziani che si tengono in contatto con parenti e amici via Skype. A raccontare questo fenomeno in crescita è l’Associazione Italiana di Psicogeriatria (Aip). Marco Trabucchi, Presidente Aip, spiega che negli ultimi anni il numero di anziani che si è avvicinato al web è cresciuto dell’80%: gli over 65 iscritti a Facebook o MySpace sono circa l’8% del totale. Questo è un fenomeno in parte spiegabile, perchè si avvicina alla rete una quota sempre maggiore di anziani con un più elevato livello di istruzione. I risultati del progetto nelle RSA sono incoraggianti, perchè dimostrano che Internet e le nuove tecnologie tengono viva la curiosità culturale degli anziani, migliorano le prestazioni cognitive e mantengono giovane il cervello, stimolando l’attenzione, la memoria, la percezione.

Inoltre l’uso della rete riduce i sintomi di ansia, stress e depressione ed è un valido aiuto nel creare reti di supporto per gli anziani con disabilità che avrebbero altrimenti relazioni sociali molto limitate. Il prossimo passo, conclude Trabucchi, è rendere possibili le videochiamate con Skype nelle RSA: queste possono essere molto utili soprattutto nei pazienti con demenza, perchè la visione del volto di un familiare può favorire il riconoscimento dell’interlocutore e migliorare le capacità di comprensione rispetto a una semplice telefonata.    www.centromaderna.it

(La Stampa.it, 11 aprile)

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Link di lettura e approfondimento

Vol IV n.15
Link ad articoli in lingua inglese

http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=7356880n
http://www.psychologytoday.com/blog/your-musical-self/201008/is-music-training-only-our-children

http://www.arttherapyblog.com/music-therapy/video-music-helps-heal/

 

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Nuovi servizi sulla rivista

Vol III n.44
La rivista è stata rinnovata, potete trovare Online nuovi servizi e nuove aree interattive. A breve l’avvio della piattaforma e-learning (formazione a distanza) DISCENTES ideata da Stefano Centonze e Roberto Bellavigna e progettata dell’ Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative di Lecce, inserita all’interno del Network denominato CIRCOLO VIRTUOSO, di cui l’associazione fondatrice fa parte. La piattaforma ospiterà corsi per varie categorie di operatori, professionisti, imprenditori, studenti, ecc… In Settembre l’avvio di un corso Online di approfondimento sulla Musicoterapia Anziani con dispense Online, area internet di autoapprofondimento e discussione, collegamenti video in diretta, servizi  speciali online riservati agli studenti.
Su www.discentes.it in Settembre verranno pubblicati i dettagli del corso.

Continuate a visitarci e a rimanere aggiornati con le proposte della rivista.

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Novità 2010

Vol III n.1

Il tempo passa …..e siamo giunti ormai al terzo anno di pubblicazioni.
Inizia  con il mese di Gennaio il III Volume della Rivista .  Dopo un anno prova chiamato Anno 0 con assestamenti tecnici il Vol I del 2008 ha raccolto 42 articoli, il Vol II del 2009 ben  52 articoli. La base collaborativa si è allargata, molte le nuove sinergie con la presenza di Autori di pregio. Il 2010 si apre con novità tecniche e di contenuto. Già arrivati alla redazione  molti articoli e segnalazioni esperienziali che saranno il materiale degli articoli prossimi. Invito poi tutti a continuare a segnalare Link e collegamenti esterni ad incrementare la sezione link tematica della rivista. Da un punto di vista tecnico implementata la piattaforma Social Network che è già partita in questa fase iniziale con ben 65 iscrizioni in pochi giorni e la possibilità di accedere a servizi Forum, area blog, eventi, upload foto e video. Online anche il progetto wiki che rappresenta l’idea di poter costruire un sito web  tematico (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che viene aggiornato dai suoi utilizzatori e i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro vogliono averne accesso. La modifica dei contenuti è aperta a tutti, nel senso che il testo può essere modificato procedendo non solo per aggiunte, ma anche cambiando e cancellando ciò che hanno scritto gli autori precedenti. Ogni modifica è registrata in una cronologia che permette in caso di necessità di riportare il testo alla versione precedente; lo scopo è quello di condividere, scambiare, immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo. In ultimo ancora in fase sperimentale ma ormai in linea di partenza l’Area Formazione Online della rivista della quale avremo modo di parlare più avanti.

Il tempo passa ……..e la rivista cresce, lo si nota dall’incremento degli accessi  dal numero delle pagine visitate.
Ringrazio sinora chi vorrà collaborare nel 2010, auguro ai lettori della rivista un buon 2010 in nostra compagnia.

Buona lettura 2010
Roberto Bellavigna

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AMTA website presentazione attività Musicoterapia Anziani, Alzheimer

Vol II n.45

In riferimento alla letteratura sulla tematica musicoterapia  anziani, alzheimer, demenza, segnalo la presentazione che l’Associazione Americana di Musicoterapia ci introduce sulle pagine del suo sito ufficiale, il tutto ovviamente in lingua inglese.
Nel dettaglio gli scritti

Music Therapy in Alzheimer’s Disease
Music Cognition in People with Alzheimer’s Disease

Clicca per leggere

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Institute for Music and Neurologic Function

Vol II n.44

Institute for Music and Neurologic Function  del  Beth Abraham Family of Health Services New York fondato nel 1995 per ristabilire, mantenere approcciarsi alle problematiche delle malattie neurologiche con l’uso sistematico della musica in un contesto terapeutico. Sul sito sezioni dedicate alla formazione, alla ricerca, sezioni tematiche sulla musica e la demenza Alzheimer, musica e Parkinson. In questo istituto lavora con la musicoterapia Concetta  Tomaino (Direttrice IMNF). In un articolo di  Eric R. Olson del 2008 pubblicato su www.scienceline.org il profilo biografico di Concetta  Tomaino

Vai al sito ufficiale
Sezione dedicata su facebook


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Esperienza con Software di valutazione nell’approccio musicoterapico col malato di Alzheimer

Vol II n.12

tamburo coloratoIl mio incontro con gli anziani della Rossi Sidoli iniziò circa 13 anni fà quando l’allora animatore della struttura sapendo del mio interesse per la musicoterapia mi propose di iniziare un progetto di breve durata con malati di Alzheimer e con malati di Parkinson. Poca era la letteratura tradotta in lingua italiana e pochi erano i collegamenti che potevano essere attivati con esperienze di altre strutture. Accettai però con entusiasmo questa nuova sfida con l’intento di rendere la mia presenza in casa di riposo strutturata e significativa. La vita in casa di riposo era strutturata con orari precisi con personale ausiliario sempre presente supportato da personale medico e infermieristico. A rinforzo dell’attività dell’animatore spesso interveniva un gruppo di volontari con proposte aggregative. A giorni alternati invece vi era la presenza della fisioterapista con un proprio programma riabilitativo autonomo. Le 3 suore oltre che occuparsi a tempo pieno del carico assistenziale si occupavano dell’aspetto religioso della vita degli aniani. La casa di riposo era una realtà nuova, aveva un proprio modo di essere e di esistere. All’arrivo in casa di riposo l’anziano acquistava nuova dimora, con sè pochi oggetti e tanti ricordi, molte persone nuove, nuove orari e comportamenti differenti. Quasi tutti gli ospiti soggiornavano durante l’intera giornata nei medesimi luoghi ma sempre più rare rispetto alle abitudini precedenti risultavano le vere occasioni di socializzazione condivise. Anche gli spazi privati erano sempre più compromessi, le camere avevano più letti e i bagni nei vari piani erano in comune. Fin dai primi incontri mi accorsi te della grande gioia degli anziani di fronte alle mie proposte musicali. La musica era ricordo, presenza, veicolo di attività per il futuro. La musica era uno strumento di comunicazione supporto ad altre attività o attività autonoma. Da parte di molti anziani vi era dichiaratamente l’esigenza di comunicare con gli altri di rendere ancora protagonisti se stessi con la propria storia. Difficile risultava la convivenza fra malati di Alzheimer che spesso necessitavano di un approccio comunicativo e assistenziale personale con le persone autossufficienti. Da parte della struttura e dei collaboratori vi era la massima disponibilità a cooperare per raggiungere obiettivi comuni. Vi era quindi una grande disponibilità di spazi ma vissuti un modo disarmonico con pochi momenti associativi condivisi dalla maggior parte del gruppo.  Negli anni ho organizzato il mio lavoro con la musicoterapia come se fosse una partitura musicale. Nella sua visione verticale le collaborazioni con il personale della struttura; nella sua visione orizzontale il lavoro con gli anziani con le sue diverse attività. La mia presenza aveva il compito di essere armoniosa, vibrare con il vissuto della vita degli anziani e il vissuto e l’organizzazione dell’intera struttura e dei suoi operatori. Il mio lavoro doveva essere specifico e generale nello stesso tempo. Per questo motivo ritengo importante una condivisione di intenti fra gli stessi operatori flautoLo staff progetta percorsi e non rigidi protocollo. La musica per le sue particolari capacità di essere veicolo della comunicazione, espressione di sentimenti, recupero di ricordi, momento aggregativo, misura timbro intensità e frequenza, sostegno e rinforzo del movimento, sfondo e prima parte, poteva ben supportare la mia presenza in struttura.  Negli ultimi anni è stato di valido supporto il contatto e la collaborazione con il Progetto Anziani Musicoterapia del quale sono socio fondatore. Questa associazione nasce nel 2001 e cerca di essere punto di confronto fra operatori della musicoterapia con anziani in Italia. Da questa esperienza sono nati convegni, scritti, seminari che hanno incrementato la letteratura italiana sul tema e hanno creato interesse nei vari settori riguardo l’uso della musicoterapia in strutture per anziani.
Sono di solito presente in casa di riposo 2 giorni la settimana.
La mia presenza a supporto e in accordo con lavoro degli altri operatori converge schematicamente attorno a questi obiettivi:
1) Musica come momento aggregativo e socializzante
2) Musica come attivazione del movimento nella riabilitazione
3)Musica come partenza e recupero dell’identità sonora dell’anziano per attività legate alla prevenzione e recupero cognitivo
4) Musica come accompagnamento della vita verso la morte

Nell’incontro con gli anziani dai malati di Alzheimer alle persone autosufficienti di fondo un progetto generale che modula la musicoterapia da indiscussa protagonista a supporto ad altre attività.

1) Grande gruppo – Salone
Come primo momento descriverei l’esperienza con il grande gruppo in salone. E’ una esperienza aperta a chiunque voglia intervenire alla quale partecipano settimanalmente dai 30 ai 50 anziani spesso accompagnati anche dai loro famigliari. L’incontro ha una durata massima di 1 ora e mezzo ed è incentrata sull’uso di canzoni e sull’improvvisazione libera in modo tale da attivare il canto corale che lo scambio e il recupero di melodie o testi, il commento il dialogo e le riflessioni personali, l’uso di strumenti musicali di facile utilizzo, semplici movimenti guidati, musica e ballo come momento di accoglienza. Promosse e organizzate in questo contesto uscite programmate, visione di spettacoli teatrali, feste, incontri musicali con studenti, celebrazioni ricorrenze particolari con l’accompagnamento della musica.

2) Piccoli gruppi – Luoghi vari
In accordo con altre figure professionali ho progettato incontri di musicoterapia con piccoli gruppi formati prevalentemente da malati di Alzheimer. L’intento è quello di prestare maggiore attenzione ad obiettivi specifici spesso attinenti al recupero o all’attivazione di funzionalità cognitive.

3)Piccoli gruppi – Palestra
Ho lavorato spesso in palestra con strumentario ginnico con progetti concordati con la fisioterapista in questa situazione la musica è utilizzata prevalentemente come rinforzo e attivazione del movimento o come momento di rilassamento.

4)Singoli- Luoghi vari
Incontro con i singoli per attuare progetti specifici. Gli incontri sono sia frutto di una progettazione di equipe monitorata nel tempo che incontro fortuito. Non sempre infatti vi è la possibilità di agganciare l’anziano nei luoghi preposti, molte volte ogni occasione è utile per conoscere le persone. Mi capita spesso di girare per i corridoi, per le stanze, nelle camere, nei giardini con la fisarmonica e la musica diventa occasione di dialogo estemporaneo.

5) Camere
Sempre più spesso gli anziani conosciuti nelle varie occasioni mi chiedono di continuare a suonare nelle camere anche quando le situazioni di salute sono definitivamente compromesse. La musica, il dialogo, il cantare insieme è occasione per accompagnare e condividere la vita anche in prossimità della morte.

6) Musica di ascolto
In alcuni periodi dell’anno in alcuni giorni della settimana nei corridoi, nei saloni, nelle sale da pranzo si programma una filo diffusione di musica registrata che ripercorre generi musicali diversi. Musica come sottofondo, musica di arredo, musica che armonizza (temporizza) gli ambienti.

Gli strumenti della musicoterapia
Strumenti musicali
-Strumenti musicali con gli anziani: Con piccoli gruppi di anziani autosufficienti ho costruito strumenti musicali di vario genere, che per le loro qualità timbriche, estetiche, evocative, tattili, artigianali si sono resi utili nelle diverse occasioni.
-Strumenti musicali di facile utilizzo già presenti nello strumentario Orff e negli strumentari etnici. Gli anziani con i quali sin ora ho lavorato hanno sempre preferito strumenti colorati costruiti con materiali naturali e con timbriche definite. La scelta dello strumento è spesso abbinata a facilitare e potenziare il movimento nel tempo e nello spazio
-Strumenti musicali guida usati in prevalenza dal musicoterapista per condurre gli incontri
Fisarmonica: questo strumento è sicuramente legato alla tradizione, al repertorio, all’identità sonoro musicale degli anziani. E’ facilmente trasportabile, ha grandi qualità e potenzialità melodiche, armoniche, agogiche e timbriche. E’ un valido strumento solista e di accompagnamento al canto
Tromba. Strumento evocativo legato agli accadimenti e al repertorio del periodo delle grandi guerre nonchè lo strumento della tradizione delle bande di paese.
Tastiera elettronica collegata al computer: Spesso utilizzo per facilitare la creatività degli anziani.

Material vari: Materiale di supporto di vario genere (teli, attrezzi ginnici, oggetti colorati, oggetti sonori, tratto grafico e …..molto altro)
La Canzone in terapia
Nella proposta del dialogo musicale con gli anziani ho utilizzato molto la forma canzone. La canzone è’ materiale vivo nell’identità sonoro musicale delle persone, è materiale che opportunamente adattato alla situazione è utile strumento della comunicazione. Possono essere prese in considerazione sia le canzoni del passato che quelle apprese nel tempo, nonchè la composizione o la riedizione di materiale nuovo adattato a situazioni in corso. Componenti di riferimento e variabili della canzone in terapia possono essere la forma, lo strumentario, gli abbinamenti, la struttura musicale, le sequenze fra le stesse canzoni, le omissioni, le interpolazioni dei vari parametri musicali o testuali.

Il senso dell’intervento di musicoterapia
Ritengo che la vera competenza del musicoterapista sia quella di saper utilizzare il materiale sonoro non esclusivamente come semplice intrattenimento ma come utile strumento della comunicazione che partendo dai bisogni progetta in equipe percorsi dinamici. Percorso musicale inteso come dialogo sonoro: accompagnare, condurre, aspettare camminare insieme verso obiettivi personalizzati. Necessita ovviamente che si consideri la persona nella sua interezza nella sua storia nella sua situazione attuale, nel suo contesto. Musica come valore dell’essere nel tempo e nello spazio.

Valutazione
Il confronto con altri colleghi, il lavoro di equipe ha prodotto un software da me utilizzato che ha l’intento di monitorare in abbinamento ad altre schede già in uso in ambito medico i risultati dell’attività di musicoterapia in casa di riposo. Il software già in uso in varie strutture italiane presto sarà tradotto anche nella sua versione in inglese. Questo software utilizzato anche con le demenze incorpora sia schede di valutazione musicali che altre di valutazione multi-dimensionale. La sua compilazione è effettuata in equipe.

Roberto Bellavigna
Casa di Riposo Rossi Sidoli Compiano Parma

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