Category: Anziani

Rivista Geriatria ExtraOspedaliera

Vol VI n.28

Schermata 2013-05-19 a 12.04.50Gent.mi, con questo numero di fine 2012 riparte la pubblicazione della nostra rivista GERIATRIA EXTRAOSPE- DALIERA. Riparte dai lavori rimasti “nel cassetto”, ovviamente, che sono giacenti forse da troppo tempo e che ci pare giusto vedano finalmente la propria “luce espositiva”. Si riparte in definitiva da dove si era rimasti, come segno di continuità nonché di correttezza nei confronti dei nostri colleghi e soci autori che si erano adoperati per fornire un proprio contributo scientifico e di esperienza. E’ con entusiasmo che ho accettato l’invito del presidente Salvatore Putignano e di tutto il Direttivo Nazionale dell’AGE di occuparmi del nostro giornale scientifico. Con GERIATRIA EXTRAOSPEDALIERA è nostra intenzione dare spazio a tutte quelle che sono le “voci” della geriatria del territorio, a tutti quei professionisti che giornalmente, con professionalità e dedizione, operano nella rete organizzativa che caratterizza le cure primarie, l’attività specialistica ambulatoriale, le strutture residenziali e se- miresidenziali, i servizi sociali. E’ sicuramente già oggi e lo sarà ancor più domani il territorio il luogo privilegiato per lo sviluppo della geriatria, per la presa in carico della fragilità, delle malattie croniche, della non autosufficienza e della sua prevenzione, per la gestione integrata dei bisogni attraverso un’azione attuativa interprofessionale che vede nella valutazione multidi- mensionale e nell’approccio globale le proprie basi operative e culturali. Le esperienze operative ed organizzative che si stanno progressivamente sviluppando nel nostro paese sono ormai tan- te, molte di esse sono consolidate o si stanno consolidando: c’è bisogno di conoscerle, c’è necessità di confronto, c’è necessità di creare un dialogo continuo tra i vari gruppi intra/extraregionali che fanno della “buona geriatria” affinché i punti di forza degli uni diventino stimolo per gli altri. La rivista, nella mia visione di sviluppo in divenire, vorrei che avesse il ruolo di collettore delle varie esperienze, ri- cerche e conoscenze che provengono dai vari territori, dalle nostre sezione regionali, con finalità pratica di dialogo continuo tra i soci, tra i professionisti, tra gli enti e le istituzioni che si occupano di geriatria del territorio (e non solo). Domicilio, ambulatori, Nuclei di Cure Primarie, Case della Salute, Centri Diurni, Case Protette, Residenze Sanitarie Assistenziali, Strutture Intermedie di post-acuzie e riabilitative, tutti luoghi “laboratori” da cui estrapolare esperienze e modelli applicativi di buona assistenza e cura. E in tali luoghi medici , infermieri, OSS, fisioterapisti, animatori, psicologi, assistenti sociali, terapisti occupazionali, arte terapeuti, ecc. , tutti attenti “ricercatori” e poi divulgatori di buone pratiche organizzative ed operative. Tutto ciò in quanto etica e deontologia vogliono che in ogni parte del nostro paese ai nostri vecchi venga proposto lo stesso supporto di cura ed assistenza e, ovviamente, il migliore. Ringrazio anticipatamente tutti i membri dei Comitati Scientifico e di Redazione con quali avremo modo , spero lungamente, di dialogare e collaborare attivamente e fattivamente. Con la speranza e l’augurio che la nostra rivista possa progressivamente crescere e diventare “il” riferimento per chiunque si occupi di geriatria territoriale vi porgo il mio più cordiale saluto,

vostro Giovanni Gelmini

rivista scaricabile sul sito ufficiale http://www.associazionegeriatri.it/rivista/rivista.aspx

Geriatria extraospedaliera
Organo ufficiale dell’Associazione Geriatri Extraospedalieri Sede: Via G. Tenore, 17 – Napoli – Italia – www.associazionegeriatri.it

Geriatria Extraospedaliera pubblica contributi redatti in forma di editoriali, articoli originali, review, presen- tazione di casi clinici, lettere al Direttore aventi ad oggetto tematiche relative alla Geriatria Territoriale e alle attività dell’Associazione Geriatri Extraospedalieri (AGE). L’invio degli articoli avviene esclusivamente per via elettronica al seguente indirizzo e-mail: savmar@tin.it oppure saverio.marino@associazionegeriatri.it.

I contributi devono essere accompagnati da una dichiarazione degli Autori che l’articolo non è stato inviato ad alcuna altra rivista, né che è stato accettato altrove per la pubblicazione. Gli Autori inoltre devono dichiarare se hanno ricevuto finanziamenti o se hanno in atto contratti o altre forme di finanziamento con Aziende i cui prodotti vengano citati nel testo.

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Cosa vedi? Cosa vedete?

Vol V n.110

Quando un uomo anziano è morto nel reparto geriatrico di una casa di cura in un paese di campagna australiana, si credeva che nulla di valore egli avesse potuto lasciare. Più tardi, le infermiere sistemando i suoi pochi averi, trovarono una poesia . La qualità ed il contenuto impressionarono lo staff che volle farne tante copie da distribuire agli infermieri di tutto l’ospedale. Un’infermiera di Melbourne volle che una copia della poesia comparisse nelle edizioni di Natale delle riviste di tutto il paese come unico lascito di questo vecchio per i posteri e facendo in modo che figurasse su tutte le riviste per la salute mentale. E così, questo vecchio che nulla pareva potesse dare al mondo, ora è l’autore ‘anonimo’ di questa poesia che vola attraverso la rete internet. Leggi l’Articolo

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Capire e curare il dolore degli anziani

Vol V n.94

Visitare e prescrivere farmaci non basta: per assistere fino in fondo i pazienti più attempati, i geriatri e gli altri specialisti che si occupano di patologie degli anziani saranno in aula oggi, a Torino, per un corso che attraverso la comunicazione efficace insegna le tecniche più avanzate di diagnosi del dolore. L’iniziativa, dal carattere particolarmente innovativo e con un marcato sfondo etico-sociale, è denominata “Progetto Come”, e nasce con il sostegno incondizionato di Grünenthal Italia e il patrocinio della Sigg (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria). Il corso affronta e risolve uno dei punti più critici nel rapporto con pazienti in età avanzata: la difficoltà che la maggior parte degli anziani incontra nel rappresentare al medico le proprie sofferenze. Il problema è estremamente diffuso, anche perché l’80% degli ultrasessantacinquenni soffre di dolore e l’Italia è la seconda nazione più anziana d’Europa. ‘Come’ è una campagna itinerante, partita da Brescia lo scorso 26 maggio, che in 13 tappe insegna agli specialisti di diverse branche mediche le più aggiornate tecniche di comunicazione, per comprendere il dolore geriatrico e stimolare il paziente a raccontare il proprio sintomo, partecipando attivamente alla terapia. “In qualità di responsabile della Geriatria dell’ospedale delle Molinette – annuncia il professor Giancarlo Isaia, Direttore della Struttura Complessa di geriatria e malattie metaboliche dell’osso dell’Azienda Ospedaliera “Città della Salute e della Scienza” di Torino, nonché Responsabile Scientifico della giornata ‘Come’ di oggi – non sono soltanto lieto di animare e coordinare il Progetto ‘Come’ nella nostra città, ma anche orgoglioso di diffondere la notizia della particolare sensibilità manifestata nel Luglio scorso dall’Università di Torino per il tema della comunicazione efficace. La nostra università, infatti, è stata la prima in Italia a inaugurare il corso ‘Adotta un paziente’: un’intera classe di studenti del sesto anno è stata invitata, attraverso un apposito corso istituzionale, a recarsi presso il luogo di degenza dei pazienti, per instaurare con loro un dialogo, per prendersi cura del malato, nel senso più profondo dell’espressione, stringendo con lui un rapporto spesso più efficace di tante terapie. Imprescindibile, naturalmente, anche il versante teorico di questa iniziativa: i ragazzi hanno ricevuto in aula una formazione specifica su metodi e tecniche di comunicazione efficace, quindi una materia di studio perfettamente sovrapponibile all’oggetto della formazione itinerante promossa dal Progetto ‘Come’”. La giornata torinese della campagna ‘Come’ prenderà il via alle 09:00 presso l’Hotel Santo Stefano (via Porta Palatina 19) e i medici iscritti saranno aggiornati sui due aspetti principali delle terapie antalgiche per i pazienti anziani: “Il duplice oggetto della formazione promossa dal Progetto ‘Come’ – prosegue il professor Isaia – è suggerito dalla natura stessa del dolore nell’anziano: una comunicazione efficace tra lo specialista e il paziente ormai attempato, infatti, deve tendere anzitutto a sconfiggere la rassegnazione che spesso gli anziani manifestano nei confronti del dolore, perché questo sintomo può essere controllato anche nella terza età. Ma il dolore si può combattere, e così veniamo al secondo tema della nostra formazione, purché i geriatri siano in grado di farlo con la terapia appropriata. Lo specialista, quindi, deve rassicurare il paziente anche circa gli effetti collaterali dei farmaci: lo farà senz’altro attraverso una corretta comunicazione su questo punto, ma poi dovrà essere in grado di tenere il suo assistito al riparo da questi effetti indesiderati, nonché dai rischi d’interazione tra le troppe medicine che gli anziani sono sovente costretti ad assumere”. I profili farmacologici del trattamento del dolore nel paziente anziano costituiscono infatti uno dei temi centrali degli incontri del Progetto ‘Come’, e nella tappa torinese saranno approfonditi dalla professoressa Paola Sacerdote, Associato presso il Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano. Dopo l’appuntamento odierno, il Progetto ‘Come’ proseguirà alla volta di Genova, Firenze, Bologna, Bari, Milano, Perugia, Roma e Treviso.

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Network Italia Longeva

Vol V n.83

Presentato il 14 giugno ad Ancona, “Italia Longeva”, il network nazionale dedicato all’invecchiamento creato dal Ministero della Salute, dalla Regione Marche e dall’Irccs Inrca (l’Istituto Nazionale di Ricovero e Cura degli Anziani).
Sensibilizzare e sviluppare una nuova cultura dell’invecchiamento. Questo il punto cardine di Italia Longeva, che pone l’anziano e le crescenti esigenze di consumo e protezione della terza età al centro della vita sociale e relazionale, grazie all’interazione di una rete di eccellenze nazionali ed internazionali, il coordinamento di expertise scientifiche, sanitarie, sociali, economiche e tecnologiche.
In occasione dell’evento del 14 giugno, al quale è prevista la partecipazione del ministro della Salute, Renato Balduzzi, oltre alla presentazione di Italia Longeva, saranno illustrate le best practices per la cura e l’assistenza dell’anziano ed i manufatti, le tecnologie e la domotica in grado di semplificarne e migliorarne la qualità di vita: case domotiche, elettrodomestici intelligenti controllabili da remoto, magliette con cui fare un check-up completo, sensori che rilevano situazioni di pericolo.

fonte www.centromaderna.it

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Anziani e non autosufficienza

Vol V n.82

Nel volume “Anziani e non autosufficienza. Ruolo e servizi del volontariato in Toscana” sono pubblicati i risultati di una ricerca, promossa da Cesvot e Regione Toscana e realizzata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, dedicata ai servizi per gli anziani non autosufficienti attivati dal volontariato toscano in convenzione con gli enti pubblici locali.
Il volume, curato da Simona Carboni, Elena Elia e Paola Tola, con la premessa di Barbara Trambusti e Antonella Vassalle, Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione sociale della Regione Toscana, evidenzia come la cura degli anziani non autosufficienti ricada spesso sulle famiglie: il 50% su familiari conviventi, il 30% su familiari non conviventi, il 20% su servizi pubblici e privati.
In particolare il testo si concentra sulla Regione Toscana, dove gli ultre65anni non autosufficienti gravi sono 55.500, pari a quasi il 7% della popolazione (Ars, 2007). La ricerca ha preso in esame i servizi a sostegno degli anziani non autosufficienti che vedono la collaborazione tra associazioni di volontariato ed enti pubblici locali delle 34 zone socio-sanitarie della Toscana.
Una parte importante del volume è dedicata a 10 casi studio, analizzati in profondità perché significativi rispetto alla progettualità e all’organizzazione dei servizi.

fonte www.centromaderna.it

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Compagnia ballo Senior

Vol V n.32

Sette pensionate di Kopalnia, un paese nel sud della Polonia, accomunate dalla passione per la danza e con tanta voglia di esibirsi, si sono riunite per formare Barboki, una compagnia di ballo formata da sole donne over-60, che, con tanto di tutù e scarpette (che si fanno fare su misura perché spesso non trovano delle loro taglie), si esibiscono regolarmente in sale da ballo e persino in televisione.
Tutto è cominciato quasi per scherzo tre anni fa, quando il gruppo ha messo in scena il Lago dei Cigni di Tchaikovsky in occasione della festa del paese. Da allora, sotto la direzione di una coreografa, il gruppo si riunisce una volta la settimana in una vera sala da ballo messa a loro disposizione dal municipio del paese. “Imparare a ballare quando si ha sessanta o settant’anni, è una vera sfida”, ha commentato la coreografa Karolina Slowick “ma sono tutte molto motivate e disciplinate. Certamente alcune di loro prima o poi si fermeranno, non riuscendo più ad affrontare certi movimenti, ma grazie al successo della compagnia, altri candidati sono già pronti ad unirsi a noi.”

Info Centromaderna.it

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Antidepressivi e rischio cadute anziani

Vol V n.21

Gli anziani con demenza che vivono nelle case di risposo e fanno uso di dosi medie di antidepressivi (SSRI) sono tre volte più a rischio di incorrere in una caduta dannosa rispetto ai coetanei non in cura con gli stessi farmaci. Questi sono i risultati di una ricerca dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam, pubblicata sul British Journal of Clinical Pharmacology. I ricercatori dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam hanno esaminato i dati di 248 pazienti residenti in case di riposo nel periodo compreso fra il gennaio del 2006 e il gennaio del 2008. La ricerca ha dimostrato che il 61,5% è andato incontro a gravi cadute. L’autrice dell’indagine Carolyn Shanty Sterke, che lavora nella sezione di Geriatria presso l’Erasmus University, ha sottolineato come la ricerca abbia scoperto che il rischio di una caduta nociva aumenta ancora di più se sono stati somministrati farmaci ipnotici o sedativi come sonniferi.

Info centromaderna.it


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Declino delle capacità cognitive

N.11 Vol. V
Nuova ricerca inglese sul declino delle capacità cognitive
Secondo uno studio inglese, il cervello umano inizia il suo processo di lento declino a partire dai 45 anni e non dai 60 come finora era stato sostenuto da molti studi scientifici. La ricerca è stata segnalata dal “British Medical Journal”: un gruppo di ricercatori inglesi, francesi e americani, guidato da Archana Sing-Manoux dell’University College di Londra, ha studiato come l’età modifichi le funzioni cognitive e cioè la memoria, la capacità di ragionamento e l’attitudine a comprendere le cose.Sempre secondo la ricerca, l’attività di ragionamento e memoria calano del 3,6% negli uomini e nelle donne tra i 45 e i 49 anni. La situazione peggiora con il passare degli anni e il calo arriva al 9,6% negli uomini tra i 65 e i 70 anni ma si ferma al 7,4% nelle donne della stessa età. Gli studiosi hanno reclutato oltre 7 mila persone che facevano già parte di un più ampio studio, noto come Whitehall Study II, e partito nel 1985, con l’obiettivo di studiare i derminanti sociali della salute. Gli studiosi hanno seguito il gruppo per dieci anni, sottoponendolo per tre volte a una serie di test per valutare la memoria, il vocabolario, la capacità di comprensione visiva e uditiva, la fluidità semantica e fonologica. I risultati hanno dimostrato che i punteggi relativi a tutte le funzioni cognitive, tranne il vocabolario, si riducevano con il passare degli anni e che il declino era più veloce nelle età più avanzate.

Fonte articolo www.centromaderna.it

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Ictus silenti e perdita di memoria

N.4 Vol. V
Una ricerca statunitense della Columbia University Medical Center di New York evidenzia nuovi collegamenti tra la perdita di memoria e gli ictus silenti che attaccano circa uno su quattro adulti anziani. Lo studio è pubblicato sul numero di gennaio di Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology. “L’aspetto nuovo di questo studio sulla perdita di memoria negli anziani è che si esamina in relazione agli ictus silenti”, ha commentato l’autore dello studio Adam Brickman, ricercatore della Columbia University Medical Center di New York. Per l’indagine è stato esaminato un gruppo di 658 persone di età media di 65 anni. I partecipanti sono stati sottoposti a test che misuravano la memoria, la capacità di linguaggio, la velocità di elaborazione delle informazioni e la percezione visiva. Un totale di 174 dei parte cipanti risultava aver subito ictus silenti e ha ottenuto esiti peggiori ai test di memoria rispetto agli intervistati sani. “Dato che i sintomi iniziali di patologie come il morbo di Alzheimer sono definiti principalmente da problemi di memoria – ha concluso Brickman – i nostri risultati potrebbero portare a una visione più completa di cosa provoca i sintomi e lo sviluppo di nuovi interventi per la prevenzione”.

Fonte centro maderna 

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Anno europeo invecchiamento attivo

N.2 Vol V
L’Unione Europea ha proclamato il 2012 “Anno europeo dell’invecchiamento attivo e delle solidarietà tra le generazioni”. Il 2012 sarà l’occasione per sostenere gli sforzi degli Stati membri, delle autorità regionali e locali, delle parti sociali e della società civile per promuovere l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni e sfruttare maggiormente il potenziale delle generazioni del baby-boom. Obiettivo dell’Anno è la promozione di una cultura dell’invecchiamento attivo che valorizzi l’utile contributo degli anziani alla società e all’economia, favorendo opportune condizioni di lavoro, di partecipazione alla vita sociale e di vita sana ed indipendente. In tale quadro, la solidarietà e la cooperazione tra le generazioni rappresenta un elemento trasversale che sottende le azioni e le attività di sensibilizzazione sul tema. Per la promozione e lo svolgimento delle attività dell’Anno 2012, ogni Stato Membro si avvale di un organismo di coordinamento a livello nazionale. Per l’Italia, il coordinamento nazionale è svolto dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia che assicura un raccordo tra le amministrazioni interessate e tutti gli altri attori coinvolti per la programmazione delle attività nazionali. Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia ha pubblicato on line un sito dedicato alle attività dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo, dove è possibile consultare i documenti ufficiali e un calendario eventi.

Fonte Centro Maderna

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