In ambito educativo , riabilitativo e terapeutico gli operatori vivono il progresso delle tecniche e delle metodologie e gradualmente nuove discipline vengono proposte ed utilizzate negli ambulatori , nelle case famiglia , nei centri diurni , nelle cooperative , nei centri di riabilitazione , nelle residenze assistite.
Nel tempo abbiamo visto susseguirsi operatori di fisioterapia , psicomotricita’ , terapia occupazionale , tecnici della riabilitazione psichiatrica e psicosociale , educatori professionali , tecnici per la neuro e psicomotricita’ per l’eta’ evolutiva , etc.
Queste tecniche hanno concretamente rispecchiato il continuo procedere della ricerca scientifica e l’hanno rappresentata nei reparti , nelle palestre , nelle realta’ operative.
Prendiamo ad esempio la musicoterapia ; i dati Cnel del 2003 riportavano un censimento di 12 associazioni per un totale di 865 iscritti ed una proiezione di 5000 unita’ operative a livello nazionale , probabilmente lievitato con gli anni.
I musicoterapisti sono specializzati in una disciplina emergente molto diffusa a livello internazionale e naturalmente non regolamentata come tutte le nuove tecniche. Essi intervengono in molteplici situazioni e la loro utilizzazione avviene in modo originale attraverso forme contrattuali le piu’ originali ed atipiche. Nel percorso educativo e riabilitativo è possibile intervenire attraverso la musicoterapia con pazienti privi di parola, con potenzialità esclusive in ambito non verbale, con gravi problematiche di ordine psicologico e relazionale. A tali pazienti non possiamo offrire solo il tradizionale lettino terapeutico o il classico tavolo di lavoro, essendo spesso persone non collaboranti, a volte aggressive ed autolesioniste; e’ necessario invece intervenire con tecniche appropriate finalizzate ad innescare essenziali dialoghi comunicativi non verbali. La musicoterapia è infatti una modalità d’approccio sensoriale che utilizza l’elemento sonoro con finalità terapeutiche e preventive per intervenire su un certo numero di disagi fisici, psicologici e psicopatologici. In questo particolare ambito, l’obiettivo terapeutico deve essere distinto da un risultato propriamente musicale. Un percorso attraverso il quale si accudisce un individuo o un contesto collettivo, attraverso la stimolazione delle sue capacità creative, per trovare nuove sintesi dei suoi modelli interpretativi del mondo, non può non essere considerato anche “terapeutico”. Ma questo termine non ha necessariamente in questo caso un’accezione solo “clinica”; vuole semplicemente sottolineare quanto il benessere del soggetto passi anche per un’armonizzazione delle sue maniere di comunicare con il mondo esterno e di autopercepirsi non solo secondo codici verbali, ma anche corporei. Molti luoghi comuni descrivono infatti il corpo come un’area di esclusiva pertinenza medica o biologica, senza tenere conto che molte recenti ricerche dimostrano quanto anche il corpo si esprima secondo codici culturali e quanto, molto spesso, si conviva inconsapevolmente con diversi e tra loro conflittuali schemi di relazione corporea, anch’essi culturalmente definiti. In trent’anni e piu’ sono entrate a far parte dei servizi sociosanitari , collateralmente a quanto accaduto in tutta la comunita’ europea ed internazionale , alcune queste nuove attivita’ riabilitative di ricerca. Cio’ e’ stato frutto dell’intuizione (che ha anticipato spesso la ricerca ufficiale) e del protagonismo positivo
di imprenditori sociali , laici e religiosi ,sensibili allo sviluppo dell’educazione , della riabilitazione e della terapia.
Tali attivita’ per prime stanno per essere eliminate nella fase di rimodulazione conseguente ai piani di rientro economici imposti alle regioni in deficit sanitario ; parliamo anche di altre tecniche riabilitative e terapeutiche che rappresentano acqua pura per la comunicazione di soggetti gravi , a volte , autolesionisti , e conseguentemente per le loro famiglie (tecniche artistiche , espressive ,etc).
Nel complesso quadro in atto e’ essenziale a nostro avviso continuare a sostenere l’espressione e la comunicazione di tanti nostri concittadini facendo in modo che tali attivita’ non vengano eliminate ne’ ridotte dai centri convenzionati , prevedendo purtroppo i decreti attuativi l’inesistenza delle figure non regolamentate (che pur lavorando da una vita si troverebbero esclusi tra gli esclusi) .
Cio’ significa che il nostro paese rischia di gettare con l’acqua sporca anche il bambino , e cioe’ razionalizzando la spesa e realizzando il taglio lineare annullerebbe di fatto la ricerca educativa , riabilitativa e terapeutica , allontanandoci definitivamente dalla ricerca nel settore , che di fatto viene realizzata dai centri convenzionati con l’assunzione delle figure professionali innovative.( e questo proprio adesso che lo sviluppo della fisica quantica e vibrazionista a livello internazionale delinea concretamente la possibilita’ di misurare e verificare l’influenza delle onde sonore sulle cellule viventi , facendo coniugare finalmente la musicoterapia classica con la fisica vibrazionista) .
Nell’epoca dello sviluppo di questa disciplina quindi , a causa dei tagli lineari , si eliminano dai centri educativi , riabilitativi e terapeutici le figure professionali dei musicoterapisti e simili , con il rischio concreto di fermare la ricerca e lo sviluppo delle tecniche conseguenti ; cio’ comporta il blocco di fatto dello studio e dello sviluppo delle metodologie e delle strategie operative , con la conseguente ripetitivita’ delle attivita’ tradizionali , sempre piu’ burocratizzate e ritualizzate a fini amministrativi e formali.
Le conseguenze di questo dato sono di un rientro , si , ma un “rientro” in una situazione pseudomanicomiale ( non tradizionale ma apparentemente funzionale) nella quale al posto dell’educazione , della riabilitazione e della terapia troveremo domani automatismi costruiti esclusivamente sulla base del risparmio economico.
I processi educativi , riabilitativi e terapeutici , una volta distaccati dallo studio e dalla ricerca condivisa ed interdisciplinare , globale e complessa , lentamente perderanno efficacia rischiando di innescare una diffusa perdita di entusiasmo da parte degli operatori sempre piu’ bloccati e demotivati da criteri organizzativi coordinati , sempre piu’ spesso , da figure di tipo contabile .
Ecco un esempio limpido del danno che compie un taglio lineare e della necessita’ , invece , della individuazione caso per caso di sprechi e spese ingiustificate.
Rolando Proietti Mancini
Presidente del Comitato Nazionale di Musicoterapia Democratica
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