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I luoghi della terapia

Vol III n.71

“La musica è in me, e io mi ascolto attraverso la musica” (C. Lévi-Strauss)
Ritengo che, nel caso del Giardino Alzheimer in quanto ambiente naturale, la musica debba essere presente non come filodiffusione programmata (sottofondo), ma come momento di interesse e di intrattenimento sempre eseguita da qualcuno in una parte del giardino e in un certo momento della giornata.) Credo molto nel valore terapeutico della musica, specialmente per il MA (malato di Alzheimer). La musica è il linguaggio universale che agisce direttamente sull’inconscio e ci trasmette sensazioni, suscita ricordi, aiuta ad ascoltare noi stessi ed allo stesso tempo ci relaziona con l’ambiente esterno: tutto il nostro corpo vibra e partecipa all’ascolto musicale. “Udire” è passivo, “ascoltare” implica attenzione, è un’elaborazione psicologica che stimola il livello cerebrale cognitivo e gnosico (Ansaldi, 1993). La musica ha un grande potenziale psicosomatico che può aiutare il MA a rallentare il graduale fenomeno di estraniazione ed interiorizzazione. Il Giardino Alzheimer potrebbe anche essere il luogo della creatività, ed essere attrezzato per svolgere alcune attività creative. L’arte è la più libera delle espressioni: chissà quanti spunti potrebbero scaturire da una scultura, da un dipinto di un demente, fino a quando è in grado di farlo. In fondo è lo stesso metodo conoscitivo applicato nell’educazione dei bambini!

(tratto da: P. Valla “Come realizzare il Giardino Alzheimer”. In Mori e Valla (a cura di), Il Giardino Alzheimer. Manuale teorico-tecnico per la progettazione e la realizzazione di spazi verdi per anziani affetti da demenza, Provincia di Milano, 1995)

I luoghi della terapia
La musica è sempre legata ad un’emozione, ad un momento, ma anche ad un luogo. Si suona e si ascolta la musica sempre in una ben precisa condizione spazio-temporale, in un determinato luogo. La musica e lo spazio sono componenti fondamentale di quella che noi chiamiamo atmosfera che attiva il fondamentale legame fra sensazione-percezione e memoria. Sappiamo dalla fisica che il suono non può propagarsi nel vuoto, ha bisogno di uno spazio: l’acustica studia i processi di generazione, propagazione e ricezione del suono. Anche la musicoterapia richiede ambienti adeguati per creare le condizioni operative ottimali.
La musicoterapia inizia dalla scelta e/o dalla progettazione di uno spazio idoneo.
Fare musicoterapia in un corridoio della casa di riposo vuol dire creare molti fattori di stress sia per il malato che per il terapeuta. I temi principali da sviluppare sono a mio avviso i seguenti:

I luoghi della terapia: nuove condizioni psicologiche e ambientali

I luoghi della memoria: evocazione affettiva dei luoghi del passato

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