Vol III n.12
Istituto MEME: Manuale di artiterapie e musicoterapia – teorie e pratiche

ISBN: 978-88-471-0387-0
Edizioni: Marco Del Bucchia – Lucca E-mail: info@delbucchia.it
Curatori:Roberta Frison, Silvia Cavatorta, Daniela Vecchi.Introduzione di Marco Alessandrini.

Titolo:Manuale di artiterapie e musicoterapia: teorie e pratiche

I contributi presenti nel manuale sono frutto dell’attività di formazione e ricerca, svolta presso le Scuole di Specializzazione Triennale in “Arti Terapie” e in “Musicoterapia” – Istituto MEME.

Contributi di: Roberta Frison, Marco Alessandrini, Silvia Cavatorta, Elisa Bioli, Francesca Polverini, Giuliana Galante,
Anna Maria Russo,Sara Alberini, Barbara Tarozzi, Sonia Fabbrocino, Francesca Curti Giardina, Stefania De Donno, Lara Simonazzi,  Silvina Selmin, Anna Rossi, Michela Ambrosin, Daniela Vecchi, Giorgia Pugiotto, Patrizia Savani, Laura Spinazzé, Marco Catelli, Ana Spasic.

http://www.istituto-meme.it

Vol III n.11

….l’Alzheimer continuera’ a scrivere la partitura piu’ importante nella musica di Sol.

Benvenuti in questo angolo di cuore.Lascio il pentagramma per seguire l’istinto dei miei pensieri. Navighero’ verso l ‘isola che non so per cercare musica dentro me, seguendo sentieri di parole tracciati da altri… Sol

Il viaggio di una nota
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Vol III n.10

LIBRO: Il canto fa venire fuori il paese più in fretta. Esperienza di musicoterapia con gli anziani di una casa-albergo, Edizioni Musicali Pro Civitate Christiana, Assisi, 1997.

Francesco Delicati, è uno dei pionieri della musicoterapia con gli anziani e i malati di Alzheimer, che si riuniscono nel gruppo P.A.M. – Progetto Anziani Musicoterapia, di cui è l’attuale presidente. Questo testo, edito nel 1997 ma risalente operativamente a 20 anni fa (al triennio 1989-1991), è stato il primo in Italia sull’argomento. A quel tempo esperienze del genere venivano sistematicamente screditate e sconfermate tra gli addetti ai lavori proprio perché si tendeva – erroneamente – a considerare la canzone come un “materiale” di serie B. Le attuali ricerche scientifiche nel campo delle neuroscienze e i progressi nelle tecniche di riproduzione per immagini e di scansione del cervello, oltre a farci comprendere cosa succede nella materia grigia quando i pazienti ascoltano musica, suonano strumenti a percussione o cantano, hanno rivalutato l’oggetto-canzone e ridato dignità e valore alle intuizioni operative, metodologiche e teoriche di Francesco Delicati. Basti pensare ad esempio, a come le ultime ricerche scientifiche (descritte su “Cerebral Cortex” dagli studiosi dell’Università di Davis, in California) hanno scoperto che la regione del cervello (la corteccia prefrontale mediana) dove viene conservata e richiamata la memoria del nostro passato serve anche da centro di raccolta della musica che ci è familiare e delle emozioni che ci ha fatto vivere. Quest’area è una di quelle che si deteriorano più lentamente e questo forse spiega perché la musica è in grado di stimolare profondamente gli anziani ed anche i malati di Alzheimer. Tali ricerche, quindi, dimostrano che la musica è uno strumento privilegiato nel tenere viva in queste persone la plasticità cerebrale e quindi nel riattivare aspetti specifici dell’attività mentale: funzioni cognitive elementari legate all’attenzione, alla percezione e alla memoria. Anche lo stesso Oliver Sacks, nel suo ultimo libro “Musicofilia” afferma che la musica attiva il rilascio di sostanze chimiche nel cervello in grado di influire sull’umore e su emozioni e ricordi da tempo perduti. Questo testo di Delicati (una vera e propria ricerca), ancora attuale sull’argomento canto-ricordi, è la storia di un’esperienza che testimonia come interventi come questo aiutino a contrastare il decadimento e il deterioramento fisico, mentale e psicologico di anziani ricoverati. Questo testo “è – come scrive l’autore – la storia di un’esperienza vissuta assieme agli anziani di una casa-albergo, sui settanta-ottanta anni. È la narrazione di un viaggio nelle terre dei ricordi e della memoria, seguendo le “vie dei canti”, una sorta di viaggio rituale nel quale il canto, stimolo per la rievocazione di altri canti e di ricordi ad essi collegati, non ha mai rappresentato un fine in sé, ma un mezzo per entrare in contatto con il proprio mondo interno, valorizzando l’elemento comunicativo e simbolico e l’interscambio nel gruppo”. Nell’esperienza gli anziani di una casa-albergo vengono invitati a narrare la propria storia, la storia di sé, della propria gente, del proprio paese, facendola riemergere attraverso i ricordi personali e soprattutto attraverso il canto. L’ipotesi di lavoro musicoterapico si sviluppa quindi nella relazione tra canto e narrazione, dove il canto è considerato nella sua dimensione simbolica e semantica come linguaggio degli affetti, delle emozioni e della memoria, come stimolo per veicolare ricordi offuscati e come mezzo che può creare la motivazione al narrare. L’autore pone alla base del progetto di ricerca il valore della memoria, l’efficacia del canto, la funzionalità della narrazione. “Il tutto non per dimostrare una teoria, ma come strumenti da adattare e da reinventare ‘in situazione’, raccogliendo da vari ambiti disciplinari (letteratura, etnomusicologia, pedagogia, psicologia, ecc.) idee, spunti, suggestioni metodologiche da piegare ai bisogni, ai desideri, ai ricordi, ai sogni di un gruppo di anziani che sembravano destinati solo a sopravvivere all’interno di una istituzione” (dalla presentazione di Mario Piatti). Il libro documenta l’esperienza, descrive una metodologia complessa, informa su situazioni e materiali, rimanda a teorie più o meno formalizzate, invita a riflettere. Ma soprattutto ci racconta di come il lavoro musicoterapico “rianimi” gli anziani, li aiuti a sviluppare le loro potenzialità espressive o comunicative, li aiuti ad uscire dal loro stato di apatia, di rassegnazione e di frustrazione, facendoci partecipi di una “freschezza giovanile” che gli ospiti della casa-albergo di Perugia hanno saputo ritrovare ed esprimere. Quali sono le fonti ispiratrici di questa ricerca? Innanzitutto il romanzo di Bruce Chatwin “Le vie dei canti”, la cui grande forza evocativa ha ispirato le premesse teoriche di questa ricerca, e l’opera letteraria di Marcel Proust (sul ruolo della memoria involontaria); un ruolo fondamentale è svolto dai lavori di Bèla Bartòk nel campo dell’etnomusicologia, di Erving Polster nell’ambito della psicologia della Gestalt e della valorizzazione terapeutica del raccontarsi, della musicoterapia in ambito geriatrico con le esperienze di Helen Odell, Juliette Alvin, Ruth Bright, Susan Munro, Silke Jochims. Nel primo capitolo viene preso in esame il processo di invecchiamento con particolare attenzione agli aspetti psicologici, al problema dell’istituzionalizzazione ed al fenomeno della depressione che colpisce i vecchi ricoverati nelle case di riposo. Nel secondo e nel terzo capitolo vengono delineate la realtà problematica nella quale si è operato, la scelta degli strumenti di intervento e l’impianto metodologico del lavoro musicoterapico centrato sul canto e la narrazione. Particolare attenzione è stata data al meccanismo del recupero memoriale attraverso il canto considerato come chiave di accesso per recuperare i ricordi, alla memoria involontaria capace di recuperare il passato per vie irrazionali, alle risonanze affettive della musica e alla funzione evocativa del canto. Nel quarto e nel quinto capitolo vengono presentate le attività svolte con i canti, con particolare attenzione al processo di reminiscenza delle canzoni e ai richiami tra queste e i ricordi. Il sesto capitolo contiene la verifica, le valutazioni e la conclusione del lavoro stesso. Il testo si conclude con un’appendice con le trascrizioni di alcuni canti e con una ricca e approfondita bibliografia ragionata sui temi della vecchiaia e dell’invecchiamento, della psicogeriatria, della depressione e nostalgia, della musicoterapia con gli anziani, della memoria, della reminiscenza e della narrazione, dell’animazione e della comunicazione toccati nel corso dei vari capitoli.

Per ordini indirizzare a:
CEP Sezione Musica Pro Civitate Christianavia Ancajani n°3 – 06081 Assisi (PG)
(spedizione in contrassegno €.10,33 + spese spedizione)

Per contattare l’autore: fdelicati@yahoo.it

Vol III n.9

Delicati Francesco Il canto fa venire fuori il paese più in fretta (Pro Civitate Christiana, Assisi, 1997)

Il libro narra la storia di un’esperienza vissuta assieme agli anziani di una casa-albergo, prevalentemente sui settanta-ottanta anni. È la narrazione di un viaggio nelle terre dei ricordi e della memoria, seguendo le “vie dei canti”, una sorta di viaggio rituale nel quale il canto, stimolo per la rievocazione di altri canti e di ricordi ad essi collegati, non ha mai rappresentato un fine in sè, ma un mezzo per entrare in contatto con il proprio mondo interno, valorizzando l’elemento comunicativo e simbolico, e l’interscambio nel gruppo. È la storia di un insieme di persone che sono diventate gruppo con un saldo legame affettivo, un gruppo che manifesta capacità autonoma di attivazione, di curiosità e di attenzione verso le novità.

Una delle prime esperienze documentate di musicoterapia con anziani in Italia.
Un libro che non può mancare nella bibliografia di chi lavora con la musicoterapia e gli anziani.

Vol III n.7

All’indirizzo http://bibliomediateca.santacecilia.it/bibliomediateca/cms.view?munu_str=0_1_0_5&numDoc=128 un interessantissima biblioteca di fonti musicali registrate negli anni passati (fin dal 1945) dal Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare una fonte bibliografica fra le più interessanti in Italia nel campo della Etnomusicologia. Le campagne del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare e successivamente degli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia di Santa Cecilia costituiscono il nucleo informativo di questa base dati. Uno strumento per ascoltare le fonti registrate nei luoghi di origine, i timbri vocali, che hanno permeato l’identità sonora musicale dei nostri Anziani e poterne meglio comprendere l’identità sonoro musicale (Iso).

Nuova sezione Eventi

Vol III n.6

Inserita una nuova sezione Eventi all’interno della rivista per la notifica di Convegni, Mostre, Seminari ecc ecc.
La rivista acquista definitivamente un nuovo volto, con servizi integrati dinamici (Wiki, network, chat), con aree di ricerca tematiche (motore di ricerca Ding, area link), area Eventi, e ovviamente gli immancabili articoli della rivista scritti da differenti autori. A breve l’attivazione e la presentazione  dell’area Formazione Online.
Prosegue la volontà di rendere questa rivista un luogo dinamico di apprendimento e di conoscenza in cui i visitatori diventano protagonisti. Nei prossimi mesi ancora molte novità………

Vol III n.5

Dopo il network musicoterapia anziani, dopo il motore di ricerca (testo e video) tematico sulla musicoterapia parte finalmente ed è ora fruibile il nuovo servizio Wiki.  Lo scopo di Musicoterapia Anziani Wiki è quello di offrire un punto di accesso libero e collaborativo sia nella lettura che nell’inserimento di documentazione sulla tematica della musicoterapia in generale  e sulla musica musicoterapia con anziani e malati di Alzheimer. Un progetto wiki nel gergo internettiano è infatti un sito Web tematico (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che viene aggiornato direttamente dai suoi utilizzatori i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro che vogliono averne accesso. La modifica di tali contenuti è aperta a chi si iscrive al servizio, nel senso che il testo può essere modificato procedendo non solo per aggiunte, ma anche cambiando e cancellando ciò che hanno scritto gli autori precedenti. Ogni modifica è registrata in una cronologia che permette in caso di necessità di riportare il testo alla versione precedente; lo scopo è quello di condividere, scambiare, immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo.
Sezione istruzioni video introduttiva all’interno del servizio wiki con molteplici guide video esplicative
.
Una rivista quindi con sempre nuovi servizi interattivi nell’ottica di una condivisione di ricerca e di studio sulla tematica Anziani-Musicoterapia.

Per accedere al servizio Wiki clicca qui

Vol III n.4

“Partiranno nel weekend del 6-7 Febbraio i Corsi Triennali di Formazione in Arti Terapie di Carmiano (LE), realizzati in Convenzione con il Conservatorio di Musica Tito Schipa di Lecce, con un seminario teorico-pratico condotto dal dr. Niccolò Cattich, Psichiatra, Musicoterapeuta e Direttore Didattico dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative.
I piani di studio e la nuova organizzazione didattica vengono presentati in questi giorni, occasione di un incontro informativo presso la Scuola di Formazione Professionale CIRCOLO VIRTUOSO di Carmiano (LE), sede operativa dell’Istituto proponente, e sono già disponibili sul sito www.artiterapielecce.it

Il file allegato contiene la presentazione multimediale delle attività di laboratorio proposte.”
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Vol III n.3

Video dalla rete

Vol III n.2

Musicoterapia come scambio intergenerazionale tra bambini e anziani.
“I nonni sono coloro che vengono da lontano e vanno per primi, ad indagare oltre la vita;sono i vecchi da rispettare per essere rispettati da vecchi; sono il passato che vive nelpresente ed i bambini sono il presente che vedrà il futuro

Anziani e bambini insieme protagonisti di un importante progetto della Dott. Achilli AnnaChiara, musicoterapeuta nel centro diurno della Cooperativa sociale C.A.D.I.A.I. diBologna: un gemellaggio tra due generazioni diverse che coinvolge il Centro Diurno perAnziani Cà Mazzetti di Casalecchio di Reno e la Scuola Materna Esperanto.Così la musica riafferma il suo potere di mezzo di comunicazione, linguaggio universale,capace di suscitare emozioni, stati d’animo ma soprattutto ricordi del passato ; diventaelemento essenziale per il superamento di stereotipi e pregiudizi e per lo sviluppo dellacreatività , della fantasia e del senso ritmico.L’ espressività spontanea individuale e di gruppo viene stimolata con la realizzazione digiochi del passato, quelli tradizionali, accompagnati dalla musica, filastrocche, fiabemusicali,oltre ai laboratori di creatività e di manipolazione con materiali diversi in particolarioccasioni festive pasquali, natalizie, di primavera, della mamma .Così gli anziani recuperano il proprio passato e la storia della propria collettività, diventano custodi e testimoni di antiche tradizioni fatte di giochi, canti, lavori, cibi, storie fantastichee/o popolari, raccontate con l’emozione del ricordo. Con i bambini gli anziani tornano adultiresponsabili, si risvegliano, come riaffiorassero lontane tracce del loro passato di bambinie genitori .Ai bambini, invece, viene data l’occasione di avvicinarsi all’anziano spesso percepitocome la figura di un nonno e di accostarsi alla conoscenza di una realtà spessoimmaginata e stigmatizzata dal mondo adulto secondo stereotipi negativi. Il contatto congli anziani rasserena e costringe i piccoli a ritmi più lenti e quindi a comportamenti piùtranquilli. Ne viene migliorata la loro capacità di concentrazione e di apertura verso gli altrianche in situazioni di handicap.Mettere in relazione anziani e bambini è favorire esperienze personali di arricchimento disé,del proprio mondo fatto di immagini diverse ma unite dallo stesso punto di partenza e diarrivo in cui la prima e la seconda infanzia convergono nel cerchio della nostra vita.

Musico terapeuta
Dott.Achilli Anna Chiara

Vol III n.1

Il tempo passa …..e siamo giunti ormai al terzo anno di pubblicazioni.
Inizia  con il mese di Gennaio il III Volume della Rivista .  Dopo un anno prova chiamato Anno 0 con assestamenti tecnici il Vol I del 2008 ha raccolto 42 articoli, il Vol II del 2009 ben  52 articoli. La base collaborativa si è allargata, molte le nuove sinergie con la presenza di Autori di pregio. Il 2010 si apre con novità tecniche e di contenuto. Già arrivati alla redazione  molti articoli e segnalazioni esperienziali che saranno il materiale degli articoli prossimi. Invito poi tutti a continuare a segnalare Link e collegamenti esterni ad incrementare la sezione link tematica della rivista. Da un punto di vista tecnico implementata la piattaforma Social Network che è già partita in questa fase iniziale con ben 65 iscrizioni in pochi giorni e la possibilità di accedere a servizi Forum, area blog, eventi, upload foto e video. Online anche il progetto wiki che rappresenta l’idea di poter costruire un sito web  tematico (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che viene aggiornato dai suoi utilizzatori e i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro vogliono averne accesso. La modifica dei contenuti è aperta a tutti, nel senso che il testo può essere modificato procedendo non solo per aggiunte, ma anche cambiando e cancellando ciò che hanno scritto gli autori precedenti. Ogni modifica è registrata in una cronologia che permette in caso di necessità di riportare il testo alla versione precedente; lo scopo è quello di condividere, scambiare, immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo. In ultimo ancora in fase sperimentale ma ormai in linea di partenza l’Area Formazione Online della rivista della quale avremo modo di parlare più avanti.

Il tempo passa ……..e la rivista cresce, lo si nota dall’incremento degli accessi  dal numero delle pagine visitate.
Ringrazio sinora chi vorrà collaborare nel 2010, auguro ai lettori della rivista un buon 2010 in nostra compagnia.

Buona lettura 2010
Roberto Bellavigna

Vol II n.50

Mirella De Fonzo CANTOTERAPIA Il teorema del canto

Introduzione di Maria Rita Parsi
Armando editore collana medico-psico-pedagogica  a cura di Giovanni Bollea
Prefazione di M.Castello  Presentazione di N. Bresolin

cantoterapiaFinalmente un testo che parla di cantoterapia. Per lungo tempo si è creduto che il canto fosse solo un aspetto della musicoterapia, invece è dimostrato che l’azione canora pos-siede intrinseche e autonome proprietà terapeutiche per l’equilibrio psicofisico dell’uomo. Il canto vive attraverso un particolare strumento in dotazione al corpo umano, che con la voce determina una serie di metamorfosi interne. Questi fenomeni producono, mediante l’energia vibrazionale, effetti capaci di curare molti disturbi quali la depressione o le crisi di panico, e di creare apprezzabili miglioramenti della qualità di vita in varie malattie, anche oncologiche, o degenerative come sperimentato nel-l’Alzheimer e nel Parkinson. Le recenti ricerche sulla plasticità cerebrale, peraltro, hanno aperto la strada alla compren-sione degli effetti ricostruttivi con la stimolazione delle relative aree coinvolte. Il teorema del canto sarà utile ai musicoterapeuti interessati all’attività canora e addirittura necessario agli animatori in centri per anziani o per disabili. Ma possono giovarsene anche Pediatri, Neuropsichiatri infantili, Gerontologi, Assistenti sociali, Infermieri e figure di sup-porto e naturalmente chiunque ambisca persino solo al piacere del canto. Il testo si inserisce perfettamente anche in ambito didattico per chi insegna canto e terapia del canto, nonché in quello educativo, per combattere la devianza sociale e la dispersione scolastica.«…Il tema del libro è introdotto dalla storia personale dell’autrice che attraverso una serie di vocalizzi ha superato dolorose vicissitudini della propria vita e avviato successivamente un percorso inedito per un suo ruolo di aiuto nelle sofferenze di altri. A questo scopo ha dapprima approfondito in maniera originale il fenomeno del canto perfezionandone le tecniche con l’aiuto di un esperto maestro di musica, e quindi, avvalendosi delle sue co-noscenze professionali di psicologia, ha strutturato un organico ed efficace metodo di terapia canora.Nella prima parte emerge la toccante descrizione delle palpitanti vicende di Azzurra, una adolescente affetta da linfoma di Hodgkin, per la quale la passione del canto è stata risvegliata e trasformata in autentica terapia, in ragione di vita, ma soprattutto in lotta per la sopravvivenza. Successivamente sono analizzate le differenti proprietà della musica e del canto dal punto di vista psicofisiologico, ponendo in rilievo il più complesso fenomeno dall’atto fona-torio-canoro, che si sviluppa all’interno del corpo, rispetto a quello determinato dagli im-pulsi esterni della musicoterapia. Allo stesso modo la clown-terapia, per adesso la più diffusa negli ospedali pediatrici, ri-mane ancorata ad applicazioni ben lontane dalla forte stimolazione dell’azione canora. Tra l’altro il canto, nella sua enorme spinta energetica, ingloba automaticamente i benefici di entrambe. Nell’ottica organica del tema trattato, l’autrice approccia poi le malattie più importanti e più temute dell’universo “anziani”, quali l’Alzheimer e il Parkinson, per la cui cura la can-toterapia può rappresentare un contributo particolarmente proficuo in particolare nelle case di ricovero, laddove l’animazione ed il canto hanno modo di acquistare un ruolo fonda-mentale quasi magico, grazie al necessario coinvolgimento del paziente come soggetto attivo. In tema di patologie neurologiche e psicologiche, oltre al sostegno riabilitativo nei vari tipi di handicap, non poteva mancare l’attenzione al fenomeno della balbuzie e alla riedu-cazione dell’eloquio attraverso il canto quale completamento delle metodiche terapeutiche tradizionali. Senza dimenticare che la pratica della cantoterapia spesso può portare a un miglioramento dell’autostima della persona, essenziale nella cura di molti disturbi depres-sivi minori. Nella seconda parte del libro il lettore viene condotto in un’esplorazione tanto rigorosa quanto suggestiva della fisiologia della voce cantata, nello studio della relativa loca-lizzazione negli emisferi cerebrali, per dar ampio spazio a quel fenomeno fisico termodinamico, che l’azione canora è in grado di far scaturire in forma appunto di energia. Nell’appendice, infine, l’autrice, a seguito di un’analisi storico-pedagogica, osserva quanto sia pressoché inesistente oggi il canto nell’ambiente scolastico, penalizzando studenti che potrebbero trarne un alto valore formativo. L’educazione al canto potrebbe combattere efficacemente la devianza sociale, la disper-sione scolastica, talvolta capace anche di prevenire il disagio giovanile. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dovrebbe prendere in esame quest’opportunità! Penso che una trattazione dell’argomento come questa effettuata da Mirella de Fonzo sia unica nel suo genere, sia per la vastità dei temi considerati sia per la profondità dello studio. Ritengo che persone interessate al tipo di problemi di cui si parla, e mi riferisco a Pediatri, Neuropsichiatri Infantili, Gerontologi, Assistenti Sociali, Infermiere, Animatori, ecc., non potranno prescindere dalla lettura di questo libro, alla cui autrice è doveroso esprimere tutta la nostra riconoscenza per il lavoro svolto, augurandole il più grande dei successi.»

Prof. Manuel A. Castello Professore Onorario di Pediatria Università “La Sapienza” di Roma

L’Autrice

Laureata in Filosofia, specializzata in Psicologia e docente di Pedagogia all’Università di Catania negli anni Settanta, ha indirizzato il suo maggiore interesse alla psicologia dell’arte e successivamente al canto. In quest’ottica è stata condotta a sperimentare i benefici dell’espressione canora anche in ospedale (Oncologia Pediatrica presso “La Sapienza” di Roma) e in alcuni centri per anziani. Nel 2002 ha presentato la sua teoria sulla can-toterapia al V Congresso Nazionale dell’Università degli Studi di Firenze dedicato alla Psicologia della salute. Ha frequentato svariati corsi di canto presso la Silverwood Multimedia Recording Studios di Milano, integrando seminari teorico-pratici in Istituti di Ortofonologia. Attualmente è titolare di cattedra in Psicologia presso l’ITSOS di Cernusco sul Naviglio, dove ha attivato un Laboratorio di cantoterapia. Ha scritto novelle a sfondo psicopatologico e collaborato alla rivista di psicologia Problemi d’oggi e, inoltre, pubblicato i saggi Il mistero di un ritratto (1991), Arte e follia. La depressione nell’artista (1993) e il romanzo Una ragazza diversa (1997).

Vol II n.48

Sul sito ufficiale della American Music Therapy Association www.musictherapy.org in formato pdf un breve e riassuntivo articolo della attività di musicoterapia con Anziani e malati di Alzheimer.
Interessante anche la bibliografia di riferimento.

“…[W]e lose sight of how powerful melody and rhythm can be in the realm of medicine, particularly with respect to Alzheimer’s patients and their caregivers… nursing homes and hospitals are finding that working with a music therapist can make a big difference…”  - C. Gorman. Time, November 14, 2005

Leggi il documento completo

Vol II n.46

Music Therapy for Parkinson’s and Dementia
Ancora un link a pubblicazioni estere, questa volta il punto di vista dei caregiver sul sito canadese www.caregiver.ca, un articolo sulla musicoterapia con alcune interessanti indicazioni bibliografiche.
Un modo per parlare di musicoterapia con anziani dal punto di vista dei caregiver.

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