Nuove frontiere e vuove sfide della cantoterapia

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Venerdì 20 febbraio presso la Fondazione Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone (MI), si è tenuto un incontro sul tema “Il Potere Terapeutico del Canto”.

L’argomento è stato presentato dalle fondatrici del CENTRO DI NEUROCANTO, Mirella de Fonzo e Federica Berti. Il CENTRO, recentemente attivato a Brugherio (MB), ha distinto al suo interno l’area dei PROGETTI da quella della RICERCA SCIENTIFICA sugli effetti terapeutici del canto, parallelamente alla corrispondente ricerca internazionale attinente alla Neuromusica. L’area dei PROGETTI permane sul fronte degli specifici itinerari di CANTOTERAPIA indirizzati ad una vasta gamma di patologie, proprio perché nel suo cammino ha incontrato, oltre ai più comuni disturbi depressivi e d’ansia, una pluralità di invito  sacra famigliadisabilità, dai deficit motori e linguistici (come accade nell’Afasia post-Ictus), a quelli associati a malattie neurodegenerative quali Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Multipla. In quest’area è presente non solo la malattia nei suoi profili più o meno gravi (asma, ipoacusia, disturbi neurovegetativi, problemi relativi all’ospedalizzazione, ecc.), ma anche ogni forma di disagio che spesso assorbe e assimila adulti in difficoltà pur con problematiche di minore gravità, ma sempre a danno del viver bene e sano. Ed è per questo che, a seconda del caso, il termine terapia viene spesso alternato a quello di riabilitazione o di specifico supporto attraverso il metodo dei “Livelli Vocali”. Il passaggio o il passo dall’adulto alla fascia adolescenziale e pediatrica è breve, allorché nasce l’esigenza di un trattamento di sostegno o di supporto a beneficio di una serie di disturbi che fanno capo a quelli dello sviluppo neurologico (disturbi dello spettro autistico, della comunicazione, dell’apprendimento), oppure di aiuto per i piccoli pazienti dell’Oncologia Pediatrica, qualche volta in parallelo con la clown-terapiaE’ in questa direzione che il CENTRO, con l’attivazione del “Bosco Canoro”, sta dedicando ampio spazio anche ai bambini in età prescolare, con un percorso che non ha come obiettivo la cura della malattia, bensì il naturale sviluppo dell’equilibrio psicofisico e il raggiungimento di uno stato ottimale di energia, che solitamente va sotto il nome di “benessere”. Quando malata è la società e non il bambino, indirettamente l’intervento si trasferisce al piccolo fruitore della normale routine della vita quotidiana, con tutti gli annessi e connessi sotto forma di problematiche e non di patologie. E quando la società sta bene, il canto per i bambini non sarà più un “intervento”, ma una naturale “espressione di vita” che dovrebbe accompagnare la crescita e qualsiasi percorso pedagogico. L’area della RICERCA SCIENTIFICA va invece ad affondare le proprie radici, non tanto sulla considerazione dell’azione benefica del canto sull’organismo, che è ormai indubbia, ma su quanto questa sia estesa, pervasiva, efficace e scientificamente valida; un’area nella quale si muovono attivamente neuroscienziati, talora accompagnati da altrettanti orientamenti teorici, messi in pratica da psicologi, fisiatri, logopedisti, psicomotricisti, fisioterapisti, professionisti del canto. Questa azione diffusa ben si presta alla presa in carico di alcune fra le malattie neurodegenerative, invalidanti per la vita dell’anziano, nel quale si accompagnano alla sintomatologia principale proprio quelle patologie depressive, ansiogene e neurovegetative, che si sovrappongono con esiti viziosi, ma sulle quali il canto si dimostra efficace. In questi casi, l’azione canora assomma in un unico intervento sia la riabilitazione dei deficit motori, (Parkinson) o rallentamento della perdita di funzioni mnemoniche (Alzheimer), sia il trattamento dei disturbi accessori, attraverso un’attività che risulta gradita all’anziano e gli consente di rafforzare, quando effettuata in gruppo, quegli aspetti relazionali che risultano gravemente inficiati dal progredire della malattia. Il CENTRO di NEUROCANTO nella sua attività di studio oggi si integra nella più recente ricerca scientifica, viaggiando parallelamente alla Neuromusica, ramo delle neuroscienze dedito ad analizzare gli effetti dell’ascolto e della produzione musicale sul sistema nervoso umano, e che ad oggi vede nel ruolo di protagonisti internazionali il BRAMS (Università di Montreal, Canada), l’EBRAMUS (Consorzio di Enti di Ricerca Europei) e la Fondazione Mariani di Milano. Proprio quest’ultima, fiore all’occhiello della neuropsichiatria infantile italiana, è la promotrice e principale partner dei Congressi internazionali “The Neurosciences and Music”, organizzati ogni tre anni (a partire dal primo Congresso di Venezia del 2002) e durante i quali i principali ricercatori, attivi in questo campo a livello mondiale, possono presentare le loro ricerche e soprattutto le novità in termini di strumenti terapeutici basati sulla musica. Durante l’ultimo Congresso, tenutosi a Digione nel maggio 2014 e intitolato “The Neurosciences and Music – Cognitive Stimulation and Rehabilitation”, Mirella de Fonzo è stata invitata dalla Fondazione a presentare i risultati del suo lavoro: “Vibratory Singing Phenomenon: stimulation and rehabilitation in neurodegenerative disease” ovvero: del Fenomeno Vibratorio del Canto. Nello stesso anno a seguito dell’invito dei “Parkinsoniani” di Mestre, l’argomento veniva preso in considerazione anche a Venezia, in occasione della presentazione del film “Flawless” all’interno del Congresso sul tema “La riabilitazione divertente”. Il Fenomeno Vibratorio del Canto rappresenta la dinamica connessa al suo stesso Potere Terapeutico e alla sua capacità di intervenire con un effetto di riequilibrio e di rigenerazione sull’organismo, capacità così potente da spiegare i suoi effetti su molteplici livelli, di natura fisica e psicologica, come evidenziato dall’ampiezza dell’ambito in cui è possibile intervenire con efficacia terapeutica.
Quali sono “le nuove frontiere e le nuove sfide della Cantoterapia”? Tra le nuove frontiere la “teoria del nervo vago”, elaborata da Mirella de Fonzo nel suo fondamento centrale sia a Venezia che a Digione, è stata ripresa in esame presso il CENTRO DI NEUROCANTO dalle due fondatrici, per delineare e sviluppare in modo organico tutte le interconnessione tra azione canora e sistema vagale, attraverso cui si stabilisce l’effetto–riequilibrio, per il quale il canto si rivela in tutte le sue potenzialità terapeutiche.
Perché il canto dunque è così potente?
Perché è verosimile che in ognuna delle diverse fasi in cui può essere teoricamente scomposta l’azione canora (respirazione, fonazione, risonanza e ascolto) si verifichino due macro conseguenze:

  • Il corpo entra in uno stato di VIBRAZIONE COSTANTE derivante dalla trasmissione interna delle onde sonore e dall’utilizzo e trasformazione dell’energia in esse incorporata. Da questo punto di vista il canto si configura come un vero e proprio “GENERATORE DI ENERGIA
  • Si determina una profonda ATTIVAZIONE DEL NERVO VAGO con un conseguente effetto di RIEQUILIBRIO OMEOSTATICO e rigenerazione delle funzioni dell’organismo.

Analizzando le fasi dell’azione canora, è possibile dimostrare come – per ognuna di esse – questi effetti, potenziandosi, agiscano con influenza reciproca.
La produzione del suono avviene nella laringe, che è il cuore del processo fonatorio, attraverso la messa in vibrazione delle corde vocali in conseguenza della pressione aerea sottostante. Ciò che le corde vocali fanno, vibrando centinaia di volte al secondo, è frammentare il flusso d’aria in altrettanti centinaia di sbuffi che producono movimenti di contrazione e rarefazione dell’aria dando origine all’onda sonora.
Già a questo livello l’onda comincia a propagarsi all’interno dell’organismo: ecco che il corpo entra in stato di vibrazione. Il suono, attraversando le cavità risonanti (faringea, buccale e nasale), si amplifica e si arricchisce, e ancor di più si diffonde nelle strutture circostanti, proseguendo e rinforzando lo stato vibratorio e generando quella che viene definita “vibrazione costante”, ciò che spiega quelle sensazioni così particolari, esperite durante il canto, descritte come microscosse, come piccole punture, come biglie che esplodono in tutte le direzioni o come flusso di corrente elettrica. La sensazione della microscossa che partorisce l’azione canora è infatti la somma di specifiche vibrazioni che pulsano in tutte le direzioni, determinando il momento della trasformazione di ENERGIA: l’energia meccanica contenuta nell’onda sonora viene a convertita in energia elettrochimica a disposizione di tutto l’organismo e di ogni sua cellula. Il corpo ha bisogno di molta energia per funzionare al meglio e, se il livello di energia è troppo basso, il corpo si adatta a tale minor livello, con depressione di tutte le sue attività. Ma non appena il livello di energia aumenta si possono rimettere in moto funzioni che erano rimaste latenti, compare la forza che consente di sciogliere le contratture muscolari, potenziare le difese immunitarie, aumentare la produzione di sostanze che sostengono positivamente il tono dell’umore, fino alla fatidica influenza in termini di plasticità cerebrale, con recupero e/o stimolazione di processi cognitivi, formazione di nuovi network e anche crescita di nuove strutture neurali. Come diceva A. Lowen, padre della Bioenergetica: “La vibrazione è dovuta a una carica energetica nella muscolatura ed è simile a quella di un “filo elettrico” quando è attraversato da una corrente… Un corpo sano è in uno stato costante di vibrazione, sia da sveglio che Progetto Digionedurante il sonno, proprio perché il corpo vivo è in moto costante, che si arresta solo con la morte. Questa intrinseca motilità … è alla base dell’attività spontanea di un essere vivente…” ed in definitiva: “La vibrazione è la chiave della vitalità”. La seconda direzione “riequilibrativa e rigeneratoria” dell’azione canora si sviluppa lungo le ramificazioni del NERVO VAGO, il nervo cranico più lungo e complesso, che per le sue estese ramificazioni e per la presenza contemporanea di fibre sensitive e motorie, sia di tipo somatico che viscerale, nonché di un centro regolatore di controllo, può essere considerato come un vero e proprio “sistema” (qualcuno lo ha nominato appunto “sistema vagale”). La teoria vagale elaborata da Mirella de Fonzo appare affascinante e ricca di implicazioni euristiche, ed infatti ci auguriamo che gli scienziati che si occupano di Neuromusica possano cogliere le intuizioni in essa più o meno dichiarate e magari ricavarne il fulcro per una ricerca futura. Ad oggi, a livello di neuroscienze, gli studi sugli effetti terapeutici del canto si sono soffermati su un numero ristretto di applicazioni, essenzialmente riferibili alla riabilitazione di deficit motorii o linguistici insorti a seguito di ictus (e conseguente afasia di Broca) o correlati a disturbi dello sviluppo neurologico (autismo) o patologie degenerative (Parkinson), a cui si affiancano studi – pochi – sulle potenzialità del canto nel riattivare zone di memoria oscurate dall’Alzheimer. Questi studi hanno dimostrato che il canto ha, più di qualsiasi altra produzione musicale attiva (ovvero con strumento), effetti in termini di plasticità cerebrale strutturale e funzionale, ovvero è in grado di dar vita a processi di ristrutturazione dei network neuronali che presiedono alle funzioni vocali-linguistiche e addirittura all’incremento di strutture neurali: sinapsi, assoni, dendriti e forse anche nuovi neuroni. Nel caso dell’ictus cerebrale, di fronte ad una lesione dei circuiti del linguaggio localizzati nell’emisfero sinistro, è stato dimostrato che terapie di riabilitazione basate sull’intonazione melodica (Melodic Intonation Therapy o MIT), quindi incorporanti l’elemento canoro, unitamente a tecniche di induzione motoria manuale (tapping con la mano sinistra in accompagnamento al canto) sono in grado di attivare analoghi circuiti linguistici nell’emisfero destro, con sviluppo di nuovi network fronto-temporali e modifiche strutturali (incremento di strutture di collegamento fra le aree cerebrali), migliorando infine le capacità comunicative del soggetto afasico. Nel caso del morbo di Parkinson, sono attive già da parecchi anni tecniche di riabilitazione linguistica che sfruttano l’intonazione melodica (ad esempio il Lee Silverman Voice Treatment o LSVT). Entrambe le tecniche (MIT e LSVT), pur ufficialmente riconosciute, non sfruttano comunque a pieno le potenzialità dell’azione canora, limitandosi ad appoggiarsi ad un piccolo frammento, ovvero l’intonazione melodica di poche sillabe o frasi. Nel corso del 2013, Mirella de Fonzo con la realizzazione di uno studio su un gruppo di pazienti parkinsoniani ospiti della struttura “Bosco in Città” di Brugherio (MB), ha verificato che la terapia basata sul canto, quindi con l’utilizzo di specifiche tecniche canore (vocalizzi, canto libero, ecc.), è in grado di produrre concreti miglioramenti, non solo per quanto riguarda i deficit linguistici, ma più in generale nei deficit motori, come evidente dal perfezionamento nell’andatura e nella coordinazione (misurata con il finger tapping). Dunque oggi possiamo affermare che, grazie al supporto scientifico e agli studi condotti dai ricercatori della Neuromusica, comprovanti ormai una vasta letteratura sul rapporto musica-cervello, anche il numero di sperimentazioni sull’azione canora inizia a prendere consistenza, lasciando che il Canto si configuri come un reale, efficace, naturale ed estremamente piacevole strumento terapeutico, privo di controindicazioni e di effetti collaterali. Inoltre, quando è associato ad una pratica costante, si dimostra in grado di indurre un profondo processo di riequilibrio e rigenerazione interna, nonché di intervenire specificamente su un ampio range di patologie di tipo fisico e psichico.

Ci auguriamo che i lettori desiderino sperimentare in prima persona quale sia la forza – e la bellezza (lasciatemelo dire) – del Potere Terapeutico del Canto.

Federica Berti

Ricordiamo i testi già pubblicati da Mirella de Fonzo: Cantoterapia. Il Teorema del Canto, Armando Editore, 2010 (in ristampa nel 2015); L’Altra Faccia della Musica, Note Musicali, 2011; Canta che ti passa! Il Fenomeno vibratorio della voce, Sovera Edizioni, 2012.

Mentre di Federica Berti, dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche, cantautrice e chitarrista, ricordiamo il Metodo Livelli Vocali”, diretto a migliorare l’equilibrio e lo sviluppo psico-fisico attraverso la voce e il canto, con percorsi rivolti non solo agli anziani, ma anche alle scuole dell’infanzia.

 CENTRO DI NEUROCANTO
Via Volturno, 80 – Edilnord, Brugherio (MB), Italia – 039 882659

La musica della Vita in Valtaro

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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE


LA MUSICA DELLA VITA IN VALTARO MUSICA-MUSICOTERAPIA ANZIANI
Sabato 21 febbraio 2015 – ore 16.00
Sala Consigliare Comune di Borgo Val di Taro


“La musica della vita in Valtaro” questo il nome del comitato promotore che realizzerà a Borgotaro (Parma) nei mesi di marzo-maggio 2015, incontri socio-riabilitativi rivolti a persone con “Lievi problemi di memoria ed orientamento” atti a promuovere, con l’utilizzo della pratica e dell’ascolto musicale, il recupero cognitivo, la socializzazione e l’attivazione del movimento. Evento patrocinato dal Comune di Borgo Val di Taro e dalla rivista tematica Musicoterapia- Anziani.eu in collaborazione con i servizi territoriali. Le sedute, curate e condotte da Roberto Bellavigna, si terranno presso i locali delle scuole pubbliche. Al fine di garantire la formazione di un piccolo gruppo che stimoli al meglio risorse e opportunità individuali il numero massimo dei posti a disposizione è di 10 persone. 
Incontri a cadenza settimanale. 



Informazioni: www.lamusicadellavita.eu

Villaggio dedicato ai malati di Alzheimer

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Condurre una vita felice e sicura può sembrare quasi impossibile per chi viene colpito da gravi forme di demenza, come il morbo di Alzheimer o la malattia di Pick. Eppure nei Paesi Bassi, a pochi chilometri da Amsterdam, esiste un piccolo villaggio in cui anche per queste persone è possibile condurre un’esistenza più tranquilla. Si tratta di Hogeway, il progetto con cui Vivium ha deciso di ampliare il concetto di casa di riposo arrivando a costruire un vero e proprio micro-paese su un’area di circa 15mila metri quadrati, da cui non è possibile uscire senza passare attraverso porte sorvegliate.

All’interno dell’area trovano spazio ben 23 unità abitative riservate a 152 pazienti che necessitano di un’assistenza 24 ore su 24. Ma anche una serie piuttosto varia di strutture che permettono di seguire corsi di pittura, suonare il pianoforte o fare attività fisica, e non solo: nel villaggio è possibile trovare anche una chiesetta e un piccolo supermarket. Il tutto è gestito e curato da personale sanitario qualificato, che recita la parte dello spazzino, del giardiniere e della commessa.

I confini del piccolo paese sono delimitati dall’insieme degli edifici, e le porte di accesso/uscita sono costantementesorvegliate, affinché nessuno degli ospiti possa essere perso di vista. Per questo, c’è chi lo ha paragonato a un Truman Show in chiave clinica, ma i fondatori e responsabili del progetto specificano: nessuno dei pazienti viene ingannato; lo spirito dell’iniziativa è semplicemente quello di garantire loro la possibilità di vivere in un contesto sicuro, che ricalchi in qualche modo l’ambiente della vita reale cui sono abituati.

Fonte: www.wired.it/lifestyle/salute/2015/02/12/villaggio-malati-alzheimer/

 

La musica della Vita in Valtaro

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Il comitato promotore denominato “LA MUSICA DELLA VITA IN VALTARO” realizzerà a Borgotaro (PR), nei mesi di Marzo-Maggio 2015 incontri socio-riabilitativi rivolti a persone con “Lievi problemi di memoria ed orientamento” atti a promuovere il recupero cognitivo, la socializzazione e l’attivazione del movimento con l’utilizzo della pratica e dell’ascolto musicale. L’evento è patrocinato dal Comune di Borgo Val di Taro e dalla rivista tematica Musicoterapia-Anziani.eu in collaborazione attiva con i servizi territoriali afferenti del territorio. Il progetto verrà articolato con incontri a cadenza settimanale della durata di un’ora e trenta, indicativamente nella giornata di giovedì pomeriggio dalle 15,30 alle 17,00. Le sedute sono curate e condotte da Roberto Bellavigna e si terranno presso i locali delle scuole pubbliche. La preiscrizione gratuita, è obbligatoria preferibilmente entro lunedì 2 Marzo 2015.

Il numero massimo dei posti a disposizione è di 10 persone, al fine di garantire la formazione di un piccolo gruppo che stimoli al meglio le risorse e le opportunità individuali.
Primo incontro GIOVEDI’ 5 Marzo.

A seguire: 12,19,26 marzo; 2,9,16,24,30 aprile; 7,14,21,28 maggio.

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Roberto Bellavigna: Musicista Musicoterapeuta, polistrumentista, diplomato in pianoforte ha studiato e si è diplomato in musicoterapia presso il CEP di Assisi, Fondatore del Progetto Anziani Musicoterapia, lavora da tempo con Anziani presso strutture Geriatriche. Docente di musicoterapia è autore del libro: Musicoterapia con il malato di Alzheimer edito da Alzheimer Italia Milano.

 Modalità di iscrizione:
Il corso è gratuito. Sarà necessario compilare in ogni sua parte il coupon allegato ed inviarlo alla mail roberto.bellavigna@gmail.com, preferibilmente entro lunedì 2 Marzo. Maggiori info sul sito www.musicoterapia-anziani.eu www.lamusicadellavita.eu  In riferimento al numero degli iscritti, l’organizzazione valuterà l’eventualità di organizzare una navetta che prelevi e riaccompagni a casa i partecipanti.

Video “Ricordi Sonori”

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RICORDI SONORI -Gli anziani cantano e raccontano-

Il video è la condivisione di una esperienza di musicoterapia con persone anziane dalla quale è emerso un importante patrimonio umano-musicale che non può rimanere rinchiuso tra le mura della casa di riposo. Gli anziani protagonisti del video cantano e raccontano di sé stessi e del  territorio nel quale sono vissuti. Così come la musica può fare da ponte tra il presente e il passato degli anziani, il video vuole essere un ponte tra le generazioni mostrando come gli anziani siano persone vive e vitali, che possono raccontare e cantare il nostro passato.


Antonio Sodano, diplomando al Corso Quadriennale di Musicoterapia di Assisi, dal 2012 collabora stabilmente con la Casa Protetta VILLA SERENA di San Romualdo (RA). Nel 2014 ha condotto progetti di musicoterapia per le strutture gestite dall’ASP Bassa Romagna. Dal 2012 collabora con la Soc. Coop. CADIAI di Bologna realizzando progetti di musicoterapia per la disabilità.

Il video sarà presentato dall’autore durante la giornata seminariale de “La musica della vita” a Fognano Ravenna il 15 Febbraio 2015 maggiori info su www.lamusicadellavita.eu